a cura di Anna Pizzuti
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Il database allegato alla ricerca contiene esclusivamente la trascrizione dei 1522 nomi di capifamiglia riportati nelle 173 pagine/documenti che registrano le declaratorie di revoca della cittadinanza emanate intorno al mese di dicembre del 1938 [1]
Questi elenchi - dei quali peraltro rimane dubbia l'effettiva completezza - spesso non riportano tutti i loro dati anagrafici e, soprattutto, in essi non compaiono i nomi dei familiari (mogli e figli minorenni) che dallo stesso capofamiglia avessero derivato la loro cittadinanza come previsto dalle varie leggi.
Le informazioni mancanti sono, quindi, state cercate, se pure non sempre con successo, negli elenchi di ebrei stranieri che avevano acquisito la cittadinanza italiana posteriormente al 1° gennaio del 1919 arrivati alla Direzione Generale di Pubblica sicurezza tra il 9 ottobre del 1938 e il novembre successivo, in risposta alla circolare a firma di Buffarini Guidi inviata il 12 settembre del 1938 a tutti i Prefetti, compresi anche quelli di Pola e di Zara.[2]
Molto utili al fine di ottenere una ricostruzione completa di questi dati sono stati anche i risultati dei censimenti del 1938 della città di Trieste [3] e della Provincia del Carnaro [4] che sono, come si potrà verificare, i luoghi in cui la presenza di ebrei di origine straniera diventati cittadini italiani era molto consistente.
A queste tre fonti va aggiunta la documentata ricerca compiuta da Federico Falk sugli ebrei che erano residenti in quest'ultima provincia tra il 1915 e il 1945. [5]
Si è arrivati, così, a poter aggiungere ai 1522 capifamiglia 723 familiari di cui, però, nel data base è stato segnalato solo il numero.
I dati anagrafici di ciascun capofamiglia sono preceduti - nel database - dalla segnalazione della disposizione di legge in base alla quale la cittadinanza era stata acquisita, il cui testo completo è accessibile sia dall'interno del saggio che nell'appendice.
Una facile ricerca consente così di verificare che a subire la revoca della cittadinanza - almeno in base alle fonti al momento verificate - erano 320 i capifamiglia che l'avevano acquisita a sensi della legge in vigore dal 13 giugno 1912 n.555, mai abrogata.
A questi possono essere aggiunti i 213 che nei documenti vengono definiti genericamente cittadini di pieno diritto o divenuti tali per decreto reale.
I cittadini diventati tali in base a disposizioni derivanti da trattati internazionali risultano essere 740 quasi tutti residenti nelle nuove province.
Nella colonna delle città di residenza presente nel database sono presenti anche nomi di città straniere. Esse si riferiscono a cittadini che si erano trasferiti all'estero prima dell'emanazione delle leggi antiebreiche, conservando la cittadinanza italiana che, nonostante ciò, viene loro ugualmente revocata.
Dei 2245 ebrei di origine straniera resi apolidi documentati, numero risultante dalla somma dei capifamiglia e dei loro familiari, allo stato delle ricerche 101 risultano essere stati internati e 314 deportati. Di questi ultimi 273 sono periti nella Shoah.
[1] Archivio Centrale dello Stato, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Direzione Affari Generali e Riservati, cat. A16 (Stranieri e ebrei stranieri) b. 7, f. Revoca della cittadinanza. Mancano, nel database, alcuni nomi di internati definiti apolidi ex italiani nel database principale del sito www.annapizzuti.it per i quali non è stato possibile ancora verificare l'esattezza dell'informazione.
[2] Archivio Centrale dello Stato, Direzione generale di Pubblica Sicurezza, Direzione Affari Generali e Riservati, cat. A16 (Stranieri e ebrei stranieri) bb per provincie.
[3] Il censimento è raggiungibile in rete a questo link
[4] Archivio di Stato di Fiume, Rijecka prefektura. 1924-1945. Br. 98/86 - 1964 Difesa della razza 1938 - 1944 b.264 1-1/1-12 Censimento dei giudei, 1938-1939
[5] Federico Falk, Le Comunità Israelitiche di Fiume e Abbazia tra le due guerre mondiali - Gli ebrei residenti nella provincia del Carnaro negli anni 1915-1945, Litos Roma 2012
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