La cittadinanza coloniale Indice Introduzione al database

Nella Provincia del Camaro

La città di Fiume – considerata storicamente italiana in considerazione del fatto che la maggioranza dei suoi abitanti parlava la nostra lingua - fu annessa all’Italia a seguito del trattato di Roma stipulato il 22 febbraio 1924 [1] e con un successivo decreto [2] il suo territorio, più una piccola fascia che lo collegava alla costa italiana, fu denominato Provincia del Carnaro [3].
L’annessione, come si vede, era arrivata sei anni dopo la fine della Prima guerra mondiale, anni durante i quali la città, oggetto inizialmente della contesa tra lo Stato italiano che e il neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni aveva successivamente vissuto complesse vicende politiche pur mantenendo, nel corso degli eventi una sorta di continuità con lo stato giuridico di “corpo separato” annesso alla corona dell’Ungheria, stato del quale ad ogni modo la gran parte degli abitanti aveva la cittadinanza. [4]
Fu forse per questo motivo che il territorio fiumano non venne compreso in quello delle Nuove provincie, e per essi l’acquisizione della cittadinanza italiana fu possibile solo quasi dieci anni dopo il 1919. [5]
Questa fu concessa a seguito della promulgazione – tra il 1927 e il 1928 - da parte del governo italiano, di due decreti.
Il primo [6], emanato il 5 maggio del 1927, lascia comprendere già dal titolo - Cittadinanza dei pertinenti al territorio di Fiume – la propria dipendenza, peraltro dichiarata nel testo, dal trattato di Saint Germain.
Il primo articolo, infatti, stabilisce che acquistano di pieno diritto la cittadinanza italiana le persone maggiori di 18 anni che: in data 3 novembre 1918 godevano la pertinenza al comune di Fiume con decorrenza anteriore al 1° gennaio 1910 e coloro che godono la pertinenza a Fiume da una data posteriore al 1° gennaio 1910 [ma] sarebbero divenuti cittadini italiani di pieno diritto in base agli articoli 70 e 71 del Trattato di pace di San Germano e, infine, secondo l’articolo 4 coloro che, in base agli articoli 1 e 2 del presente decreto acquistano di pieno diritto la cittadinanza italiana, ma differiscono per razza e lingua dalla maggioranza della popolazione di Fiume, potranno, entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto stesso, declinare l'acquisto della naturalità italiana mediante analoga dichiarazione scritta da presentarsi al Prefetto di Fiume. [7]
Il secondo [8], emanato il 2 dicembre del 1928, prevedeva le norme per il conferimento della cittadinanza italiana agli stranieri residenti a Fiume e, a sua volta, si rifà, nell’impostazione, alle leggi attuative del decreto di Saint Germain.
Il primo articolo conferisce al prefetto di Fiume la facoltà di concedere – su domanda - la cittadinanza italiana agli stranieri residenti a Fiume ininterrottamente da almeno un quinquennio, i quali abbiano adottata come lingua d’uso la lingua italiana, il secondo stabilisce che è sempre il prefetto – sentita una speciale Commissione consultiva da lui stesso nominata, a decidere se accettare o meno la richiesta. Il terzo elenca i documenti che debbono accompagnare la domanda, (contr se sono gli stessi) ma aggiunge un elemento nuovo; i richiedenti che non possano esibire lo svincolo dalla cittadinanza d’origine, avranno annotato sul decreto e nei certificati relativi che la cittadinanza conferita non attribuisce al concessionario il diritto ad invocare la protezione delle Regie autorità di fronte alle autorità del paese d’origine.


[1] REGIO DECRETO-LEGGE 22 febbraio 1924, n. 211 Approvazione dell'Accordo concluso fra l'Italia ed il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, sottoscritto a Roma il 27 gennaio 1924, col quale si stabilisce che la città di Fiume ed il territorio attribuito all'Italia fanno parte integrante del Regno d'Italia. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 45 il 22 febbraio 1924

[2] REGIO DECRETO-LEGGE 22 febbraio 1924, n. 213 Istituzione della provincia del Carnaro con capoluogo Fiume, pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 46 del 23 febbraio 1924

[3] Questa denominazione è preferibile – nell’economia del saggio – a quella di Provincia di Fiume, per tener conto, con essa anche ad altre località come Abbazia, Volosca, Laurana, i cui nomi ricorreranno nella sua seconda parte.

[4] Il Trattato di Versailles non aveva sciolto il nodo dello Stato a cui la città dovesse appartenere. Subito dopo il trattato, nella città - si fronteggiarono due comitati nazionali, uno fiumano (poi italiano), l’altro croato. A prevalere fu il primo e il governo provvisorio da esso istaurato proclamò l’appartenenza della città all’Italia. Seguì l’occupazione da parte di truppe italiane e degli altri stati dell’Intesa, fino a quando la città fu occupata dai volontari a seguito di Gabriele D’Annunzio. Quest’ultimo, pur rivendicandone l’appartenenza all’Italia, immaginava per essa una sorta di Stato fortemente autonomo, nel quale sperimentare forme nuove di organizzazione politica e sociale. La sua impresa terminò quando il Trattato di Rapallo, firmato il 1920, stabilì che Fiume fosse città libera. Fallito il breve periodo del governo autonomista, e con il pretesto del mantenimento dell’ordine pubblico, il governo italiano, ormai guidato da Mussolini, inviò un governatore militare. Questa mossa costituì l’anticamera dell’annessione all’Italia sancita dal Trattato di Roma del 22 febbraio 1924. Inizia da quel momento la storia italiana della Provincia del Carnaro terminata con la sua assegnazione alla Jugoslavia alla fine della Seconda guerra mondiale.

[5] In realtà già i vari governi provvisori, compresa la cosiddetta Reggenza del Carnaro, avevano già annullato il concetto di pertinenza. Lo stesso Gabriele D’Annunzio aveva esteso la cittadinanza fiumana a tutti coloro che risiedevano a Fiume. Successivamente, nel periodo che va dal Trattato di Rapallo all’annessione vera e propria il governatore militare cui spettava la facoltà di concedere la cittadinanza abrogò la legislazione previgente, rifacendosi al modello italiano, cioè la legge n. 555 del 13 giugno 1912. A questo proposito cfr: Alessandro Agrì, Lo ‘Stato di Fiume’ e il suo diritto (1918-1924), in HISTORIA ET IUS - Rivista di storia giuridica dell’età medievale e moderna, 19/2021

[6] Decreto Legge numero 723 del 5 maggio 1927 - Cittadinanza dei pertinenti al territorio di Fiume - pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 116 del 19 maggio 1927

[7] Anche questo articolo discende dal Trattato di Saint Germain, in particolare dall’articolo 80.

[8] Decreto Legge n. 2698 del 2 dicembre 1928 pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 298 del 12 dicembre 1928

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