Situazione degli ebrei stranieri residenti in Italia
"All'entrata in vigore dei provvedimenti per la difesa della razza, il n° degli ebrei stranieri residenti in Italia risultava di 9170"
Così un appunto senza data conservato tra le carte della Direzione Generale per la demografia e la razza - istituita, con Regio decreto, il 5 settembre del 1938 - quantifica la presenza degli ebrei stranieri nell'Italia fascista.
Molti vi risedevano - come cittadini - ormai da decenni, mentre altri, a partire dal 1933, avevano creduto di potervi trovare rifugio dalle
persecuzioni che il dilagare del nazismo cominciava ad infliggere loro, privandoli di ogni diritto, primo dei quali la cittadinanza, e trasformando - li - di fatto - in profughi già all'interno
del loro stesso paese.
E invece, tra i provvedimenti che aprirono la vergognosa stagione delle leggi antiebraiche decisamente volute dal fascismo
ci fu proprio il decreto che toglieva la cittadinanza agli ebrei stranieri che l'avessero acquisita successivamente al 1919 e che prescriveva loro di
lasciare l'Italia.
Il decreto seguì di soli due giorni quello che escludeva gli ebrei dalle scuole: due espulsioni dall'universo dei diritti,
significativamente contemporanee, a segnare l'inizio dell'espulsione del nostro Paese dal novero dei paesi civili.
Quello che accade tra il 1940 ed il 1945 - l'internamento di residenti e profughi nei campi o nelle località, gli arresti e le deportazioni successive all'armistizio ed all'instaurazione del
regime nazifascista della repubblica di Salò, le fughe, la sopravvivenza, la salvezza - dopo anni di silenzio o di interesse genericamente fondato sul
mito autoreferenziale dell'"italiano brava gente", sta diventando, finalmente, oggetto di ricerche e di studi ed è nella loro scia che si
muovono i materiali raccolti in questo sito.
Il database, innanzitutto, con i dati anagrafici, le presenze, gli spostamenti, dei quasi diecimila "invisibili"
rinchiusi nei campi o costretti a risiedere in "determinate località lontano dalle loro residenze" e la registrazione - purtroppo non per tutti possibile
- del destino cui andarono incontro.
I documenti, ovvero la trascrizione - completa o sintetica della parte che a me è sembrata più significa - di quella mole
infinita di carte prodotta da chi diresse ed indirizzò l'applicazione delle leggi antiebraiche.
Gli approfondimenti, schematici e ripresi dalle pagine di testi fondamentali, per fornire informazioni indispensabili
ad situare nella storia le vicende delle migliaia di persone i cui nomi sono contenuti nel database.
Non una storia completa dell'internamento degli ebrei stranieri in Italia, quindi, bensì una documentazione che va ad
aggiungersi alle altre già presenti in rete, perchè la storia continui ad essere scritta.
Ed oggi, di questa storia e dei suoi insegnamenti credo ci sia veramente bisogno.