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A Ferramonti - Da altre città ungheresi

Da Tèczö


All'internato Hermann Wald

Tèczö, senza data,
Mio caro Hermann! Abbiamo ricevuto le tue righe, ci fa piacere che, grazie al Cielo, siete in un posto migliore e vi auguro [segue una parola scritta con caratteri ebraici], voglia l'Onnipotente che continuiate in felicità la vostra vita per 120 anni [seguono di nuovo alcuni caratteri ebraici], come lo desidera il vostro cuore. Di noi posso scrivere, grazie al Cielo, che ce la passiamo, Hersi Eidi Lèrer sono a Pest, Jidi è andato due settimane fa nella provincia di Ceik, in Transilvania, colà è andata la compagnia. Sprinczi è qui, a casa, non è stato a Pest che due settimane, adesso impara qui la confettureria, spero che ne ritrarrà maggiore vantaggio che non dal brodo [segue una parola indecifrabile], noi quest'anno non facciamo più gelati, ciò che veramente manca nel [di nuovo una parola illeggibile], ma ci hanno tolto la licenza. Duczi e Eidi si sentono bene nella nuova abitazione. Mi meraviglia che non abbiate ricevuto risposta da Bluncsinek [?] perché lui è uno scrittore molto puntuale, certamente non avete ricevuto. Anch'io ho scritto loro una volta il vostro indirizzo. Anche qui viene da loro molto raramente, da 1 ½ anno han scritto tre volte mediante la Croce Rossa 25 parole, ma dura anche ½ anno finchè arriva da lì. Novità particolari non ci sono, la zia Ròza e anche Boris stanno bene, il matrimonio non ha avuto ancora luogo. Vi auguro buona salute e quanto prima [due parole illeggibili] vi saluta e bacia [una firma illeggibile]
Cari Hermann e Piri! Sono lieta che, grazie a Dio, state bene. Perché non scrivete particolareggiatamente di tutto? Vi bacio molte volte. Sprinci
Mittente: Sprinci Kesslerbaum
Tradotto il 14 settembre 1942/Br



Da Gyöngyös


All'internato Oskar Wesel

Gyöngyös, 26 aprile 1942
Miei cari Oszika e Pimpike, ho letto la vostra gradita lettera. Io per conto mio me la passo, soltanto voi, soltanto la vostra sorte si mutasse. Io sono stata adesso a Pest per 2 settimane, sarebbe stato abbastanza bello, ma io non avevo pazienza. Non scrivo nulla di speciale, perché io non so ciò che è permesso e ciò che no. La zia Fàni è ancora sempre in vita e il povero Kolub soffre. Il piccolo Gyurika è molto caro; egli usa dire "nonna dà a Gyuri denaro per le caramelle" e se Francszika potesse fare qualcosa nel vostro interesse, anch'io vi contribuirei, soltanto si potesse mandare! Che già da molto tempo stanno pronti un bel vestito e una combinazione. Dopodichè ti bacio mille volte, anche il caro Oszika e vi auguro buona salute cara Pimpike e caro Oszkàr! Ho letto con grande piacere la vostra ultima lettera, peccato che tanto tempo ci voglia finchè una lettera arriva qui. Purtroppo Imre non è più a casa e tutto fa prevedere che nench'io ci resterò più a lungo, ma speriamo cionondimeno che potremo un giorno rivederci. Vi mando qui una fotografia del mio Gyurika, se la ricevete, scrivetecelo ed allora ne manderemo ancora altre. Così è molto meglio che potete già scrivere anche in ungherese, perché questo lo posso legegre bene anch'io. Altro non scrivo e vi bacio innumerevoli volte. Bernàt

Mia dolce Pimpike e caro Oszkàr! Per non restare esclusa da questa lettera di famiglia, scrivo anch'io. Anzitutto non vi posso descrivere quanto mi fa bene che almeno si può già scrivere in ungherese: in un certo modo vi sento più vicini. Credimi Pimpike, tante volte immagino come sarebbe bello se anche voi poteste essere qui, ma nulla si può sapere, neanche se in questa vita saremo ancora una olta insieme. La situazione per momento è che sebbene Bernàt è ancora a casa, ma purtroppo ad ogni ora attendiamo la sua chiamata. Ma speriamo che il buon Dio ci aiuterà tutti. Forse tu, Pimpike, stai pure meglio di me, perché tu sei almeno insieme a tuo marito. Del nostro Gyurika non vi scrivo nemmeno, perché di lui non si potrebbe scrivere abbastanza: lui, bisogna vederlo. Del resto la fotografia che vi mandiamo è molto buona. Questo è davvero Lui. Se ricevete questa, allora ve ne manderemo delle altre. Adesso non scrivo più altro, perché il dito mi fa molto male, ciò che si può vedere anche dalla mia scrittura. Prossimamente di più. Vi baciamo mille volte. Lidy e Gyurika

Gyöngyös, 3 maggio 1942
Nostra cara Pimpike e caro Ossika! Siamo molto impazienti, perché sono già quattro settimane che ci è venuta vostra posta, ossia da Ferramonti sono venute complessivamente una cartolina e una lunga lettera, noi vi abbiamo scritto tutte le settimane, speriamo che le abbiate anche ricevute! Una settimana fa vi abbiamo scritto una cartolina ed in questa abbiamo messo l'indirizzo del cugino, e speriamo che egli vi aiuterà alquanto, se già noi non possiamo aiutarvi! Speriamo non ci sia alcun altro malanno, se voi non scrivete, forse soltanto ciò che il caro Oszkàr ha scritto già avanti, che forse non avrete denaro per i francobolli, io vi mando anche adesso il buono internazionale di risposta, affinchè possiate rispondere e anche un foglio di carta. Di noi, grazie a Dio, posso scrivere che stiamo bene e che siamo sani e lavoriamo diligentemente. Anche i Bernàt se la passano, ma la Szidi ha sempre qualche malanno, adesso per esempio le si suppura il dito e il medico le ha fatto un taglio e geme tanto che Bèrnat ne ha veramente abbastanza, alcuni mesi fa le hanno operato un tumore al ventre, in una parola non gli mancano i guai. Gyurka è molto carino, parla già quasi tutto ed a noi vuol molto bene, anche la mamma la chiama mamama, potete immaginare il bene che gli vuole anche la mamma e pure non si muove, è passato già più di un mese che non è stata da noi, perché la Szidike l'ha messa alla porta, essa non vuol saperne di nessuno, ma noi ormai non la prendiamo troppo sul serio. Imre è stato chiamato dagli amici a giocare, essendo domenica, ed è per questo ch'egli non scrive. Innumerevoli baci. Franci

cara Pimpi e caro Oszkàr! Non siate in collera con me perché scrivo così raramente, ma per la corrispondenza non ho né tempo né voglia, anche adesso è soltanto un caso che sono venuto qui proprio quando Franci vi scrive, e così scrivo anch'io un paio di righe. Mi ha fatto piacere di leggere che finalmente dormite in un letto e forse è meglio che siete lì. Ma non vi arrabbiate se neanche adesso scrivo di più, perché è bensì vero che oggi è domenica, ma io devo ugualmente lavorare. Vi bacio moltissime volte. Bernàt [un nome illeggibile] e Gyuri. Di Gyuri faremo fare delle fotografie e ve ne manderò una copia.
Mittente: Sig.a Imrènè Klein
Allegati un buono di risposta internazionale ed un mezzo foglio di carta da lettera
Tradotto il 15 settembre 1942/Br


Gyöngyös, 25 maggio 1942
Mia cara Pimpike e mio caro Oszika! Abbiamo ricevuto il 20 la vostra lettera già molto attesa, ci ha messo quasi un mese per venire. Da allora, purtroppo, ho un nuovo dolore, oltre a quello per voi. Imre è stato arruolato 2 settimane orsono, non so nemmeno dove egli ssia, ma spero che il buon Dio ci aiuterà di nuovo, soltanto sarà difficile aspettare. Io continuo a lavorare, se anche non ho più la pazienza che avevo fino ad adesso, ma almeno mi occupo e così il tempo passa meglio. Spero che nel frattempo avrete ricevuto l'indirizzo della parente e le avrete anche scritto, sono già molto curiosa di sapere se vi sarà d'aiuto, anche sua madre le ha scritto, se per caso non aveste ricevuto la cartolina, nella quale vi abbiamo comunicato l'indirizzo, ve lo ripeto qui: Daysi Szabò […] Roma. Vorrei tanto sentir già di voi qualcosa di buono, perché di sofferenze purtroppo ne ho avute più che abbastanza, ma dalle vostre righe mi sembra sentire, che attendete quieti e pazienti, e questo è il principale, perché anch'io sopporterei adesso tutto volentieri, purchè potessi essere insieme con lmre. Per ciò che riguarda i tuoi denti, Pimpike mia, è veramente un gran peccato che alcuni ti si siano rotti, mi ricordo che bei denti avevi davanti, ma comunque, più importante di questo è che organicamente, grazie al Cielo, siete tutti e due sani, perché questo è il più importante. Vi prego tanto di domandare a coloro che ricevono denaro dall'Ungheria, come fanno i loro parenti a mandarlo, perché non è possibile di mandarlo che per mezzo della Banca nazionale, e questa non dà il permesso. Lo domanderemo però di nuovo, peccato soltanto che non abbiamo di voi alcun certificato ufficiale, perché quello mandato da Rodi non ci è arrivato. Mi ha molto seccato anche che quel francobollo di risposta è stato mandato male, ma adesso ne mando di nuovo uno. Scrivee se con la posta aerea ricevete più presto la cartolina o lettera. Ad Olga ho scritto, saranno circa due settimane, ma non ha ancora risposto, poveretta ha anche lei la sua croce, come tutti noi. Anche Laci Simonovice e Jòska Weinfeld sono andati insieme a Imre. Miei cari! Questo mese ricorre l'anniversario del vostro matrimonio, e io vi auguro soltanto che il prossimo anniversario del matrimonio lo possiate passare gioiosamente a casa vostra, con grande gioia anche per noi. Con affetto vi bacia infinite volte la vostra Franci. La mia fotografia non è troppo bene elaborata, cionondimeno, però, è abbastanza buona
Mittente: Sig.a Imre Klein
(n.2 allegati: una cartolina-fotografia ed un buono internazionale di risposta)
Tradotto il 6 novembre 1942/Br


Giöngyös, 21 agosto 1942
Cara Pimpi e caro …. la cara Olga mi ha mandato la Vostra cartolina ove, con nostra grande sorpresa, leggiamo che non ricevete la nostra corrispondenza. Ti assicuro, però, che ti scriviamo sempre puntualmente, io prima scrivevo lettere, ora però, perché arrivino con più sicurezza scrivo cartoline. Noi abbiamo ricevuto quella lunga lettera scritta in ungherese come pure la cartolina.
Ci duole immensamente di non poter essere d'aiuto e sollievo in qualche modo! Mi sono data d'attorno per sapere se fosse possibile farvi pervenire qualche cosa, ma ciò è impossibile; se Voi troverete un mezzo fatecelo sapere, che noi con tutto il cuore vi spediremo qualche cosa. Con mio grande dispiacere il giorno 5 maggio Imre è partito, come pure è partito Berna nei primi di giugno, anch'egli scrive; nei loro scritti domandano di te. Spero che vi troviate bene sotto tutti i punti di vista, certo che il buon Creatore vi aiuterà! L'indirizzo dei parenti di Imre già diverse volte ve l'ho scritto, ora nuovamente te lo trascriverò in questa mia, cioè Szabo Düiszy […..]Roma. Scrivete voi, noi non possiamo scrivere loro! La mamma è andata a Budapest per qualche giorno dalla famiglia di Giovanni. Szidi e Giorgio pure sono a Budapest con i fratelli per un po' di tempo. Giorgio è un tanto caro bambino, vuol molto bene alla tua mamma. La chiama "mamma"!
Io lavoro e non mi mancherebbe nulla, soltanto mi fa molta mancanza il mio Imre, anche lui mi scrive che gli manco molto. Tanti baci. Franci
Mittente: signora Klein Imre



Da Györ


All'internata Bella Janowitz

Györ, 14 maggio 1942
Mia cara Bellunka! Abbiamo ricevuto la tua cara lettera e siamo molto lieti che tu ti tevi meglio nel tuo nuovo posto. Ci dispiace che non abbia ricevuto il denaro inviatoti in marzo ed aprile. Il 1° di maggio te lo abbiamo spedito già al nuovo indirizzo. Noi, grazie al buon Dio stiamo bene, Evike studia diligentemente, ma è pigra di scrivere, mentre Jankò, grazie a Dio, è occupato. Da Zolyom in generale non ci scrivono, nulla sappiamo di loro. Dai miei fratelli non è giunta alcuna notizia sin da novembre. La mia mamma, grazie a Dio, sta bene, essa agucchia diligentemente. Noi non andiamo in nessun luogo, non c'incontriamo che con i Braun, così come prima. Io governo qui la casa, e questo dà molto da fare. Oltrecciò agucchio anch'io, ho agucchiato per Evike un bel vestito. Evike ha ricevuto ora da un signore al quale è stato estratto il biglietto di lotteria (Evike glielo aveva venduto) un bel apparecchio fotografico. Quando saprà già fare delle bone fotografie, te ne manderemo. Se è possibile, Bellun, scrivi spesso. Che fai? Come Stai? Hai fatto amicizia con qualcuno? Ti baciamo affettuosamente - Vera Jankò Eva
Mittente: J.Jànovitz
Tradotto il 16 ottobre 1942/Br


Györ, 5 agosto 1942
Cara Bella, abbiamo ricevuto la tua fotografia che ci ha fatto immenso piacere, grazie a Dio, hai un magnifico aspetto, si vede che stai bene.
Mi meraviglio che tu non riceva posta da me, ti garantisco però, che ho risposto a tutte le tue lettere e cartoline.
Questo mese non ho potuto spedirti del denaro ma ti prometto che subito ne avrò, te lo spedirò immediatamente.
Eva da cinque settimane che è in villeggiatura a Szerda sul Danubio, è aumentata di un chilo e mezzo, davvero che sta bene. Noi, H.I. stiamo bene, domani festeggeremo il ventesimo anno di matrimonio, quasi mi pare impossibile, stento a credere.
Faurà è molto magra, perché lei stia bene è un po' difficile, poiché avrebbe bisogno di un po' di riposo, ma infelicemente ciò è impossibile poiché non abbiamo denaro. L'anno scorso essa pure è stata a Szerda sul Danubio.
Al fratello di mio padre sì che piacciono i sogni (pasticcini soffici) come pure alla tua Eva.
Mia cara Bella, scrivi di tutto dettagliatamente, ti mando anche la fotografia di Eva.
Amorosamente ti baciamo - Vera Jankò - Eva, te sei proprio legata bene. II.F. stanno bene anche loro.
Mittente: Janowitz Giovanni


All'internato George Weiss

Györ, 7 maggio 1942
Mio caro Gyurika! La mamma mi ha scritto il tuo nuovo indirizzo. A questo indirizzo ti ho mandato due volte, in aprile e in maggio, un piccolo aiuto, spero li avrai ricevuti. In aprile ti ho mandato 20 P., il primo di maggio 30 P. Se il buon Dio mi aiuta e fino a tanto che ne avrai bisogno, non mi dimenticherò di te, di mandarti mensilmente questa piccola sovvenzione. Magari potessimo fare per te di più. Come stai, mio Gyurika, perché non scrivi? Io ho già scritto al tuo nuovo indirizzo, ma tu non hai ancora risposto. Röszi è a Szeged. Resta lì un mese a studiare. Essa deve dare l'esame di approvazione. Il diploma lo ha già da molto tempo, ma causa le circostanze attuali non può ottenere nemmeno un posto di assistente se non ha questo esame conclusivo. Noi ce la passiamo alla meno peggio e preghiamo il buon Dio che finalmente ci sia pace in questa terra. Guardati, mio Gyurika, la salute, per quanto è possibile e non essere impaziente. Vedrai che il buon Dio ti aiuterà e potrai essere felicemente insieme alla tua famiglia. Scrivi, mio Gyurika, quanto prima. Molte volte ti bacio. Zia Jolàn
Tradotto il 14 settembre 1942/Br


Györ, 19 maggio 1942
Mio caro Gyurika! Ti ho scritto già più volte, ma mai ho ricevuto da te una risposta. Quale ne è il motivo e perché non scrivi? Come stai, Gyurika? Ricevi mensilmente il denaro che ti rimetto? Io te lo mando puntualmente al tuo nuovo indirizzo, ma finora non ho ricevuto ancora un tuo avviso. Scrivi, mio Gyurika, almeno un paio di righe, affinchè sentiamo tue notizie. Se il tuo indirizzo si cambiasse, scrivimelo subito. Bönci è adesso a Szeged a dare gli esami. Noi vivacchiamo. Molte volte ti bacio. Zia Jolàn
Mittente: Sig.ra dott Friyes Szèkely
Tradotto il 19 ottobre 1942/Br


Gyor, senza data
Mio caro Gyurika! Proprio adesso ho letto la cartolina da te scritta a Bèla ed ai suoi, ma io non ho ricevuto ancora quella che hai scritto a me. Noi purtroppo lo sapevamo che mamma e famiglia dovevano partire, perché me lo avevano scritto, ed il 20 aprile se ne sono andati ed anche allora hanno scritto. Immagino, mio Gyurik, il tuo stato d'animo. Anche noi ne siamo accoratissimi, ma purtroppo bisogna rassegnarsi, e speriamo che il buon Dio ci aiuterà e tu rivedrai in buona salute i tuoi cari e buoni genitori e magdus. Gyurika, io ti prego soltanto di aver fiducia in me e di scrivermi tutto, come se scrivessi alla tua cara mamma, ed io provvederò, affinchè insieme alla famiglia ti possiamo essere d'aiuto in tutto. Provvederemo al vestito e sfrutteremo tutte le nostre conoscenze perché tu riceva i necessari effetti di vestiario. Elza e i suoi si comportano molto inumanamente, ma cionondimeno mi proverò di nuovo di rivolgermi a loro. Scriverò allo zio Nàci e per il suo tramite chiederò l'aiuto di Elsa e famiglia. V'ha lì ancora un conoscente, forse mediante questi potremo mandarti vestiti. Insomma, noi facciamo tutto il possibile, mio Gyurika, soltanto tranquillati e fida nel buon Dio. Il sussidio di denaro te lo facciamo rimettere puntualmente ogni primo del mese, spero che lo riceva regolarmente. In maggio ti ho mandato 30 P. e, se sarà possibile, ti manderò anche adesso almeno 30 P. Gyurika, scrivi una cartolina allo zio Nàci, forse così raddoppierebbe i 5 P. mensili. Gli scriverò anch'io, ma sai, gli uomini quasi tutti malati di vanità ed attendono il riconoscimento. La tua cartolina è venuta affrancata, se la corrispondenza ti costa denaro, scrivici, Gyurika, in una cartolina a me e alla famiglia di Bèla. Appena avrò notizie dei tuoi genitori, te le farò sapere immediatamente. Naturalmente non devi essere impaziente, perché ci vuole molto tempo finchè la cartolina giunge a te. Tu hai scritto il 26/4 e qui è arrivata il 24/5. Ti bacio molte volte. Zia Jolan
Mittente: Sig.a dott. Frygies Szèkely



Da Eger


All'internato Imrich Schwarz

Eger, 5 agosto 1942
Mio caro fratello Imre, abbiamo ricevuto la tua cartolina, con la quale ci dici che stai bene. Finalmente ti sei ingrassato. Di me cosa posso dirti? Che grande è il mio dolore da quando hanno portato via la mamma. Fra non molto tempo si riapriranno le scuole. Il nonno già da quattro anni che è molto ammalato. Anche la nonna non sta bene. Io, grazie a Dio, sto bene. Che lavoro fai? Avrei molto piacere se finalmente ci si rivedesse. Amorosamente ti abbraccia, ti bacia il tuo amato fratello. Ladislao

Caro Imre, le tue righe mi fanno tanto piacere. Ancora non ho riportato alcun beneficio al mio male, sono vecchio e molto ammalato. Amorosamente ti bacia. Tuo nonno


Da Bonyhád


All'internato Herman Stern

Bonyhad, 3 agosto 1942
(Traduzione della parte scritta in tedesco n.d.r.)
Carissimi fratelli, la vostra cartolina del 9 luglio ci è arrivata a Schbasz e ci ha rallegrati immensamente perché da tempo ci mancavano vostre notizie. Ci fa pure vivo piacere sentire che state assieme, che avete un'abitazione decente e che siete provvisti di mezzi di sussistenza. Siete ancora in contatto con Bolaffia? Vi è stato egli a mano? Noi, Pollaks Hani e i bambini stiamo bene, siamo B.H. provvisti del necessario. Von Sekl viene spesso e Mosesz Feiwel ha scritto anche la settimana scorsa. Da Erez non abbiamo notizie da mesi. Non so per quale motivo, perché altri ne hanno ricevute. Proprio ora sono stato informato che Wolwi ha scritto che è Choszen mit eine Hakerische (queste parole sottolineate non sono comprensibili - n.d.t.) da Zehlem e Rezi, sua figlia, deve essersi fidanzata, ma non so con chi, e forse saranno state già celebrate anche le nozze. Ad ogni modo vi auguriamo ogni bene. Scriveteci spesso e fateci sapere cosa fate tutto il giorno. Noi, purtroppo, non abbiamo niente da fare, ma attendiamo che la situazione migliori. Tanti baci dal vostro sincero fratello.
(Traduzione della parte scritta in ungherese)
Ci siamo rallegrati nel ricevere il caro scritto di Rachùd, credimi, era già da parecchio tempo che non ricevevamo vostre notizie. Mi rallegro che a Lola vada tutto bene, soltanto permetta l'Onnipotente che continui sempre così bene. Al nostro riguardo pure tutto va bene, potete scriverlo a Lola e ditele che venga a trovarVi ogni sei mesi, per lo meno. Molto affettuosamente, indistintamente Vi bacio. Vostra Sara.


Da Kaposvar


All'internato Giuseppe Hahn

Kaposvar, 29.05.1942
Miei Cari Jucika e Jozsi! Jucika cara, siamo venuti a casa. Grazie a Dio anche Jolan e Klàrika stanno bene. Sono stata al cimitero, le tombe sono belle e in ordine. Klàrika si è fatta una ragazzina graziosa ed elegante. Siamo arrivati a casa per pentecoste, il mio Deszö è ripartito martedì, mentre noi, col mio Sanyka, restiamo fino a domenica. Sanyka è molto carino, già balbetta molto bene, qui a casa se lo mangiano quasi. Anche la mia cognata Annus attende un bambino. Come state, mia Jucika? Da noi nulla c'è di nuovo, tutta la famiglia sta bene, tutti vi baciano e anche noi mille volte: Irmus, Dezcö e Sanika.
Cara zia Juci! Siamo molto felici che la zia Irma e i suoi sono qui. Sanyka è un magnifico bambino. Noi stiamo bene. Vi bacia le mani Klari
Mittente: Sig.a Dezsö Kremer
Tradotto il 5 novembre 1942/Br



Da Tab


All'internato Johann Brichta

Tab, 9 maggio 1942, sera
Caro Joannkò! Abbiamo ricevuto le tue care righe e non appena sarà possibile, ci affretteremo a mandarti qualcosa, vorremmo sapere soltanto cosa e come! Tu scrivi che con vaglia … Ma si può anche in pengö? Perché qui lire non si possono ricevere. C'informeremo alla banca alla prima occasione e manderemo, purchè si possa farlo. Non so cosa fate voi, di che vi occupate, come passate i giorni, le settimane, i mesi! Della cara Mamma purtroppo neanche noi sappiamo nulla - in generale sentiamo che in lavoro di difesa, per momento non possiamo scrivere, soltanto poi. Recentemente la suocera di Artur ha ricevuto una cartolina da una sua zia, che proprio un anno fa è stata portata via nello stesso modo (seguono sette parole illegibili) se si può mandare. Anche degli (un nome indecifrabile) molti sono lontani. Noi relativamente stiamo abbastanza bene. Dunque manderemo prossimamente ciò che è possibile e quando sarà possibile. Molti saluti da tutti, ti abbracciamo affettuosamente (firmati due nomi illeggibili)
(Anche il nome del mittente: avvocato dott. …..,Tab, Ungheria, è indecifrabile)
Tradotto il 22 ottobre 1942/Br



Da Felsogod


All'internato Julius Hilvert

Felsogod, 27 maggio
Carissimo Gyussi, speriamo che tu stia bene in salute, come , grazie a Dio, possiamo dire di noi. Ti abbiamo mandato oggi 150 lire e ti preghiamo di farci sapere se le hai ricevute, e richiedi ancora. Piccolo Giussi, lavori un po'? da noi è tutto come al solito; gli anni passano anche troppo presto. La piccola Agi di Ilonka è un amore di bambina. Ti prego di scriverci al più presto possibile. Caro piccolo Gyussi stai attento alla salute; Karola non può spedire. Milioni di saluti e baci da noi tutti. Hedwig

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Hermann Wald e la moglie, Piroska Hollander arrivano a Ferramonti da Rodi il 27 marzo 1942. I coniugi Wald partirono da Taranto per la Palestina il 31 maggio 1944
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Oskar Wesel arriva a Ferramonti da Rodi, con la moglie Erminie Lichtestein il 27 marzo 1942. Il 21 marzo del 1943 nasce il figlio Giuseppe. La famiglia Wesel partì da Taranto per la Palestina il 31 maggio 1944.
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Isabella Janowitz arriva a Ferramonti da Rodi il 27 marzo 1942. Non si conosce il luogo in cui si trovava dopo la liberazione del campo e nemmeno quello verso il quale si diresse.
Janowitz Eva, citata nella lettera era nata da Janko e Vera Vozner. Era una ragazza, durante la guerra viveva a Gyor. Vera è perita nella Shoah.
Janowitz Janko, citato nella lettera, era nato a Hundsdorf, in Cecoslovacchia. Era sposato con Vera Vozner. Durantela guerra viveva a Gyor. E' perito nella Shoah.
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George Weiss arriva a Ferramonti da Rodi il 27 marzo 1942. E' presente a Bari, nel Camp Transit il 16 agosto 1944.
Il mittente della lettera, Friyes Szèkely, prima della guerra viveva a Gyor. E' perito nella Shoah.
L'autrice della lettera, Jolan Szekely nata Rosenberger, prima della guerra viveva a Gyor. E' perita nella Shoah.
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Il destinatario della lettera è stato identificato in Imrich Schwarz arrivato a Ferramonti da Rodi il 27 marzo del 1942.
Il fratello Ladislao, mittente della lettera era nato a Kassa. Durante la guerra risiedeva a Eger. E' perito nella Shoah.
Anche il padre dei due, Zoltan Schwarz era nato a Kassa, dove risiedeva durante la guerra. E' perito nella Shoah.
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I fratelli cui è indirizzata la lettera sono stati identificati in Hermann Stern e sua moglie Rachele (Rachùd) Kritzler, profughi dalla città croata di Ilok arrivati a Ferramonti da Lubiana con i loro cinque figli il 18 giugno del 1942. Non si conosce il luogo in cui la famiglia si trovava dopo la liberazione del campo o quello verso il quale si diresse.
Dei parenti che scrivono da Bonyhàd sono stati identificati:
  • Sara Sztern nata Laufer nata a Bonyhàd , sposata con Yisrael Sztern. Durante la guerra viveva a Ilok, (Jugoslavia). E' perita nella Shoah.
  • L'autore della lettera è, quindi, Ysrael Sztern nato a Ilok (Jugoslavia). Era un mercante, sposato con Sara nata Laufer. Durantela guerra viveva a Ilok. E' perito nella Shoah.
  • Hani (Chana) Stern nata Polak nata in Ungheria Prima della guerra viveva ad Ilok, in Jugoslavia. Durante la guerra viveva a Bonyhad, in Ungheria. E' perita nella Shoah.
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Giuseppe Hahn arriva a Ferramonti , con la moglie Giulia Rosenberg da Lubiana il 22 dicembre 1941. I coniugi Hahn si imbarcano da Napoli per Fort Ontario (Oswego, New York) nel luglio del 1944.
Il marito dell'autrice della lettera, Kremer Dezso, era nato a Kaposvar, Ungheria. Durante la seconda guerra mondiale viveva a Kaposvar. E' perito nella Shoah.
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Johann Brichta arriva a Ferramonti da Rodi il 27 marzo 1942. E' presente a Bari, nel Camp Transit al 16 agosto 1944.
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Il destinatario della lettera è stato identificato in Julius Hilvert, arrivato a Ferramonti da Rodi il 27 marzo del 1942. Dopo la liberazione del campo, è presente nel Camp Transit n. 1 di Bari al 16 settembre del 1944
La mittente della lettera è Hedwig Hilvert sposata Steuer. Prima della guerra viveva a Felsogod. E' perita nella Shoah.
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Gyöngyös è una città di 32.733 abitanti, nell'Ungheria settentrionale Più di 1.800 persone sono state confinate nel ghetto di Gyöngyös nell'aprile del 1944 e l'intera comunità fu deportata nei campi di sterminio.
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Gy?r (in slovacco: Ráb) è la principale città dell'Ungheria nordoccidentale ed il capoluogo della provincia di Gy?r-Moson-Sopron.
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Eger (Erlau in tedesco) è una città del nord dell'Ungheria, capoluogo della provincia di Heves.
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Bonyhád è una città nella contea di Tolna nel sud-ovest dell'Ungheria . Negli anni che portano alla seconda guerra mondiale , Bonyhád aveva una popolazione ebraica considerevole. Nel 1941, gli ebrei costituivano circa il 14% della popolazione totale. Dopo l'occupazione dell'Ungheria da parte dell'esercito tedesco nel marzo 1944, gli ebrei sono stati isolati e le loro proprietà fu confiscata dalle autorità ungheresi. Nel maggio 1944, la popolazione ebraica è stata stimata in circa 1.300. Tra 12 e il 15 maggio del 1944 le comunità ebraiche di Bonyhád, Bátaszék, Szekszárd ed i villaggi circostanti furono trasferite in due ghetti organizzati a Bonyhád. Alcuni ebrei furono pesantemente torturati perchè rivelassero dove erano stati nascosti oggetti di valore. Il 1 Luglio 1944 quelli rinchiusi nei due ghetti furono trasportati in treno nella vicina città di Pécs e da lì deportati in condizioni orribili a Auschwitz , dove la maggior parte di essi fu uccisa al momento dell'arrivo. avvenuto il 9 giugno 1944.
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Kaposvár (Kopisch, Ruppertsburg in tedesco - Kapošvar in croato) è una città che si trova nel Sud-Ovest dell'Ungheria. È il capoluogo della provincia di Somogy. Nella città fu istituito un ghetto dove vennero raccolti gli ebrei prima della deportazione.
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Tab è un villaggio che si trova nel Sud-Ovest dell'Ungheria.
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Felsogod è una località ungherese situata nelle vicinanze di Pest.
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